Società di angelo cosentino

Coinvolti in una iper-informazione, senza precedenti (se non unica, comunque rara).
Ricerchiamo, scrutiamo, scegliamo, rifiutiamo fonti, canali e contesti con il fine di accertare la realtà. Ma la realtà non ci basta più, non solo la nostra, ma quella della massa. Ricerchiamo una realtà ulteriore, quella senza angoscia, madre della paura, che si basi sulla certezza, la conoscenza come antidoto dell’angoscia.
Ricerchiamo una realtà certa, definibile, una realtà scientifica che possa “farci stare sereni, tanto non è più di un’influenza ma nemmeno da sottovalutare”. Ma il presente reale non è certo, tanto quanto il futuro. E ne stiamo maturando coscienza.
Una tachitrasmissione di informazioni, dati, previsioni e definizioni. Siamo bersagliati da un flusso informativo che si potrebbe definire violento, per sequenza e mole: in poche ore si riceve l’alert, poi arriva la smentita e, infine, la speculazione. La trinità della news: la stessa notizia si moltiplica per 3.
For example:
1)“Primo caso di Corona Virus in Calabria.” (“O mamma mia, speriamo non sia vero”).
2)“Tampone negativo: scongiurato pericolo.” (“Wow, che bella notizia, per fortuna hanno avuto un riscontro immediato”).
3)“Scuole chiuse. Prevenzione e precauzione mai abbondanti.” (“Ci dicono che sia poco preoccupante ma, intanto, chiudono tutto”). Ora è zona rossa ovunque!
Il “circolo dell’angoscia” si è chiuso: da una (pseudo) notizia se ne creano almeno altre due, e tutto in un lasso di tempo brevissimo, forse troppo breve.
Un’ultramassificazione dell’informazione: più che in altri periodi abbiamo bisogno di verità, di ferree procedure, di condivisione.
Stiamo comprendendo, sempre più a fondo, il concetto di infoetica, di quanto sia importante considerarci (in rete, soprattutto) dei portatori sani di informazione. Dobbiamo concepirci come attori, e non pubblico, nel processo comunicativo: ricerchiamo, scegliamo e condividiamo notizie; ci contagiamo se queste non sono leali, vere, chiare. Il grande problema, socialmente attuale e futuro (sempre meno futuro), sta nell’impatto tra l’inconsapevolezza di molti individui della propria rilevanza e vulnerabilità social(e): ci tramutiamo continuamente in destinatario e mittente e viceversa.
La massa che massifica sé stessa.

 

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