Satira di vincenzo merante

Catanzaro già nel nome è divisiva: Cattaro e Zaro; Oltre lo Zaro; Rupe ventosa, Magnifica et Fidelissima, Marina e Centro Storico. Santa Maria (Cz), Siano (Cz), Gagliano (Cz) sono solo degli esempi, col rischio Vaddhotta (Cz) che è sempre dietro l’angolo. Eppure la nostra città è lì da sempre, da Sant’Elia a Bellino, da Germaneto ad Alli, unica e indivisibile, almeno nel territorio.

 

Mettiamo da parte chi ci amministra, i colori politici e le simpatie individuali. Prendiamo in prestito le parole di John Fitzgerald Kennedy (proprio lui, quello della via tra il Tribunale vecchio e il nuovo) e facciamole nostre: “Non chiederti cosa il tuo Paese può fare per te, chiediti cosa puoi fare tu per il tuo Paese”.

Perciò, cosa posso fare per rendere migliore la mia città? Innanzitutto, rispettarla: non buttando cartacce o altro, imparando a utilizzare l’isola ecologica che funziona benissimo anche per tutti quei “lordoni” che non lo sanno; non parcheggiando in tredicesima fila, rompendo le quattro frecce, non entrando con l’auto nel negozio, non rubando piante e fiori, facendo la differenziata in base al calendario, rendendo più bello il posto in cui abitiamo. Perché Catanzaro non è una discarica a cielo aperto, non è un inceneritore di rifiuti, non è un raccoglitore di porcherie varie, ma la nostra casa.

Ho impiegato circa 2000 battute per arrivare a questo punto. Parole su parole per prendere tempo, riflettere, trovare una risposta adeguata e non scontata a questo tema del cxyxo: “Riconciliarsi con la nostra città, nonostante la faziosità della cittadinanza”.
Ringraziando i Direttori “naturali” di Tag, Luca Marino e Antonello Migliaccio, cui auguro panettoni al cianuro e lenticchie cotte nell’arsenico (ma sorridendo, eh, in fondo sarebbe sufficiente una leggera dissenteria), sono giunto a una conclusione: penso che non dovrebbe esserci nessuna riconciliazione con la città, perché più che litigare con qualcuno, questa ha le sembianze di una lotta con noi stessi.
Ecco, semplicemente ognuno di noi dovrebbe avere più cura delle cose, del nostro modo di fare, del rapportarci agli altri, delle nostre responsabilità educative, dei nostri sentimenti. E amare Catanzaro come lei ama noi.

Share.

About Author

Comments are closed.