La copertina di luca marino

Che cosa ha di bello una rosa sfiorita?
Che cosa ha di bello una rosa appassita?
Ha che nonostante tutto è sempre una rosa
Ha che nonostante tutto è per te…

Bellissime parole di un nostalgico Riccardo Cocciante e della sua canzone: nonostante tutto!
E poi c’è Catanzaro. La nostra città. Il nostro capoluogo, col suo balcone di Bellavista dal quale Gissing vedeva il Giardino delle Esperidi. Quella cittadina dove Luigi Settembrini scriveva: “…Io le voglio un gran bene a quella città di Catanzaro, e piacevolmente mi ricordo sempre di tante persone che vi ho conosciute piene di cuore e di cortesia, ingegnose, amabili, ospitali”.
Giovanni Pascoli la descriveva come un giardino sempre bello da vedere, nei tiepidi pomeriggi di autunno e nelle primavere aulenti, nelle fresche mattine d’estate e nelle luminose giornate d’inverno.
Quanto sopra, era l’affresco di una cittadina tra la fine del 1800 e gli inizi del 1900. Poi il progresso accelera in maniera esponenziale e la tecnologia mista al cemento s’impossessa del cuore delle persone, il denaro annebbia la vista ed una scellerata politica, lapida per sempre un passato glorioso di un Catanzaro dalle mille speranze.

Catanzaro 2019.
Acquedotto colabrodo, un depuratore fermo con le “4 frecce” da decenni, il centro distaccato dal mare come se fossero due comuni diversi, l’abusivismo edilizio dilagante, il traffico, la sanità al collasso ed una gestione della “cosa pubblica” che fa acqua da tutte le parti. L’elenco potrebbe continuare all’infinito.
Ma poi ti basta affacciarti dal rione Bellavista per vedere il golfo di Squillace e nelle giornate serene il faro di Punta Stilo ed il castello di Isola Capo Rizzuto.
Basta sedersi sulla spiaggia della marina e perdersi all’orizzonte di quel mare blu cobalto o sentirsi protetto fra le mura del castello normanno di Carlo V.
Puoi passeggiare o meditare nel polmone verde del Parco della Biodiversità Mediterranea o fare jogging su un tappeto naturale di aghi di pino a Giovino.
La centenaria processione del Santo Patrono Vitaliano, i Sepolcri, ‘A Naca, il profumo del pane appena sfornato quando passi in qualche vicolo e le chiacchiere della gente in Piazza L. Rossi. Poi c’è il senso d’accoglienza delle persone del sud, il morzello ed il vino buono, ed anche qua, l’elenco potrebbe continuare all’infinito.
Catanzaro è una vecchia maliarda che, parafrasando Rino Gaetano, ti soffia sul cuore e ti ruba l’amore. Ed è per tutto questo che noi l’amiamo nonostante tutto!

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