La Copertina di luca marino

Senza cultura e la relativa libertà che ne deriva, la società, anche se fosse perfetta, sarebbe una giungla. Ecco perché ogni autentica creazione è in realtà un regalo per il futuro. (Albert Camus).

Nelle città metropolitane, nei capoluoghi di regione, laddove esiste un assessorato espressamente dedicato, la cultura è progressivamente scomparsa dalla vita quotidiana ed è rimasta confinata nei musei, luoghi della memoria o circoli di nicchia, nonostante i tentativi tardivi e rari di modernizzarli, utilizzando, in maniera il più delle volte discutibile o fuorviante, le nuove metodologie della comunicazione.

Oggi le manifestazioni che si professano “culturali” soprattutto a livello locale, vengono utilizzate come strumento di distrazione dai problemi economici e sociali o, ancor più spesso, come leva di propaganda, funzionale alla costruzione di una solida immagine e di una solida reputazione, perché, si sa, basta riempirsi la bocca con la parola cultura che si diventa immediatamente uomini di cultura.

Partendo da questo concetto, a Catanzaro, negli anni abbiamo visto nascere ed anche morire (si pensi per esempio alla “Notte Piccante”) una serie di eventi culturali che via via sono diventati “storicizzati” ed “istituzionalizzati”.
Ma perché ogni volta che un movimento culturale viene istituzionalizzato perde la sua bellezza? A mio parere, la cultura non è una tessera del puzzle di una manifestazione. La cultura deve essere libera da legacci, da passerelle, da recinti. Libera d’impollinare le persone con la delicatezza dell’ape quando si poggia su un fiore. Ogni persona deve godere, farsi rapire, nella misura che il suo spirito ritiene opportuno.
Ecco perché, nulla togliendo a kermesse altisonanti, propendo per gli eventi che provengono dal basso, dove la vera forza propulsiva deriva dalla rivendicazione culturale, dalla valorizzazione delle aree periferiche, luoghi piccoli e lontani che diventano motore del cambiamento.

Ma aihmè, “La società di massa non vuole cultura, ma svago”. (Hannah Arendt)

Share.

About Author

Comments are closed.