Editoriale di luca marino

La domanda sorge spontanea”, come direbbe Antonio Lubrano col suo immancabile accento partenopeo, e la risposta, anche per ciò che si è appreso è: non lo so!

L’area Giovino-Alli, un polmone verde di molti chilometri quadrati, è oggi nell’occhio del ciclone e in primo piano su tutti i media e sulle “bocche” dell’opinione pubblica.
Ne discutiamo nel nostro consueto panel di opinionisti dove rileviamo una democratica risposta da entrambi i fronti.

Ovvero: tutti vogliono uno sviluppo della zona salvaguardando l’ambiente.

Allora mi chiedo: chi ha autorizzato la cementificazione di un’area con un piano edilizio di dubbio gusto e di mancato rispetto dell’ambiente? La colpa è sempre di chi ci ha governato prima? Siamo sempre difronte al classico scarica barile? A questi interrogativi, sono sicuro che la risposta sarà sempre in modalità Lubrano e cioè: “non lo so!”. Fino a quando risponderemo tutti così, ad ogni tentativo di depredamento della nostra terra, se gireremo sempre le spalle ai problemi, se penseremo sempre che certi problemi non ci riguardano… finiremo come la splendida e lungimirante poesia di Bertold Brecht… “Alla fine vennero a prendere me, ma non era rimasto nessuno a protestare”. Quindi, lottiamo contro un’apatia sempre più dilagante, pensando sempre che il problema del vicino potrà essere in futuro un nostro problema e se possiamo diamo un nostro contributo, senza credere che sia insignificante, perché sarà pure una goccia nel mare, ma il mare in principio era anch’esso una goccia.

 

 

 

 

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