Storie di angelo cosentino

Che casino stamattina, non si può camminare nemmeno a piedi. Faccio bene a non venirci alle manifestazioni in Piazza. Lo so che ogni giorno all’una c’è lo stesso bordello, infatti me ne sto sulla Standa. Ma dobbiamo scendere fino a Piazza Roma? Non possiamo aspettarli qui? Allora facciamo Corso Mazzini, almeno vediamo un po’ di gente. No, dai, dal Duomo no. La butti, non la fumi se hai paura di essere visto! Mamma mia quanta gente, stamattina non è entrato nessuno, infatti farei un salto allo Scientifico, o a Via Turco, pizza e andiamo. Come al Garage? Nooo, anzi si se c’è la bionda del Classico, ma quelli stanno lì, non si muovono.

Un giro. Facciamo un giro. Vediamo chi c’è in giro, prendi il motorino. Andiamo con il tuo. Venite pure voi? Dai, un giro. Giardini di San Leonardo, Piazza, qualcuno ci sarà. E se ne non c’è nessuno ritorniamo qui. Lo so, di sabato c’è casino alle sette di sera. Hai da fare? E allora? Un giro, non ho nemmeno il casco, giusto per vedere un po’. Andiamo, facciamo che ci troviamo ai giardini, parcheggia se vedi qualcuno, parcheggia ai “giardini di sotto”, che poi stiamo al City. Se c’è confusione ci ritroviamo ai motorini alle otto e trenta. Scendiamo dai Vigili del fuoco, tanto ci troviamo fermi alla “curva del vento”, già lo so. È sabatooo! Anche se il venerdì mica è diverso, c’hai ragione pure tu.

Motel Agip a mezzogiorno. Non fare tardi perché non ci aspettano. Passo io da te, Materdomini è di strada.
Dobbiamo scendere da Santa Maria, così ci gustiamo i semafori con settemila gradi all’ombra. A Lido, fai il lungomare, ti sto dietro, poi parcheggia dove capita, se capita, ma non capita.
La portiamo sotto l’ombrellone la macchina. Ok, se non c’è spazio saltiamo a Giovino. Possiamo anche fare Germaneto, arriviamo in un attimo. Occhio, ha piovuto e d’estate la curva di Telespazio è fatta d’olio. Pure d’inverno, ok. Ok, pure a primavera.
Mo’ andiamo?

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