Fotografiadi angelo maggio

A breve i social saranno pieni delle foto scattate durante i riti della settimana santa. Fotoamatori e professionisti invaderanno le strade dei paesi della Calabria alla ricerca di quell’esotico a chilometro zero, di quel mondo che i gesuiti definivano “le Indie di quaggiù“.

Se già alcuni riti sono stati da sempre documentati per la loro “particolarità” (il film documentario “Mondo Cane” che mostra il rito dei “vattienti” che si svolge il Sabato Santo a Nocera Terinese è del 1962), e pertanto la Calabria ed il Sud in genere – vi consiglio il libro “I viaggi a sud di Ernesto De Martino” a cura di Gallini-Faeta Bollati Boringhieri – sono stati da sempre oggetto di studi etnografici che hanno visto i fotografi coinvolti nelle campagne di ricerca, oggi ai “fotografi” si aggiungono tutti coloro che hanno bisogno di documentare quanto si svolge per le vie del paese per poi comunicarlo ad amici e parenti per mostrare “cose strane che si svolgono al Sud” inconsapevoli di quelle che si svolgono al Nord.

Se al chilometro zero aggiungiamo anche la grande capacita delle nuove attrezzature, dal costo sempre più basso, di offrirci immagini almeno “accettabili” dal punto di vista dell’esposizione e la possibilità di mostrare qualche secondo le nostre immagini agli amici (tanto alle mostre fotografiche che avremmo organizzato sarebbero venuti sempre gli stessi amici) otterremo una pozione magica che ci farà correre a far foto.

Chi viene dal mondo della pellicola se da una parte rimpiangerà i tempi in cui non doveva fare a pugni per non avere il turista di turno che si piazza con lo smartphone (i nuovi modelli top hanno anche ottiche super grandangolari) o con la nuova digitale super automatica che ti consente di scattare alla luce dei lampioni, d’altro canto avrà sempre più a disposizione attrezzature che consentono di scattare prima all’interno di una chiesa al buio e poi, semplicemente ruotando una ghiera, di scattare foto alla luce del sole. E’ il prezzo da pagare per non avere chili e chili di attrezzature al collo ed andare in giro con borse piene di pellicole diverse.

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