Copertina di fausto bisantis

Different Art Tattoo Fest non è “solo” un festival dedicato all’arte della china sulla pelle; non è un evento riservato a pochi, né un incontro rivolto alle nuove tendenze.

Different Art Tattoo Fest è la celebrazione delle identità più poliedriche e colorate (è il caso di dirlo), racchiuse in quell’universo cromatico e multiforme che il Tattoo.

Immaginazione, struttura, colore e creatività sono le componenti essenziali di una forma d’arte antica e moderna, capace di mescolare chiaroscuro e introspezioni blu cobalto, per regalare al corpo una nuovo forma di bellezza, stile e anche eleganza.

La prima convention made in Calabria dedicata al tatuaggio è sbarcata dunque al Centro Polivalente/Caffè delle arti di Catanzaro, il quale a malapena è riuscito a contenere il fiume umano giunto da ogni parte della regione, per osservare, conoscere e incontrare i più grandi maestri del panorama calabrese e magari regalarsi un bel tatuaggio per Natale.

Tutti nomi di grande rilievo dentro e fuori la Calabria: come Ilenia Monterosso che, oltre ad essere una delle più note tatuatrici del capoluogo, è stata anche la promotrice e l’organizzatrice dell’evento.

Tre giorni di arte, musica, performance, danza e cinema, dal 28 al 30 dicembre, durante il quale il team composto, oltre che da Ilenia, anche da Fabio Critelli e Mario Marzullo sono riusciti a riunire a mettere il pubblico più eterogeneo nelle condizioni di conoscere l’arte dei vari tatuatori, provenienti da ogni parte della regione.

“Abbiamo voluto creare un vero e proprio village, ha detto la Monterosso, per riunire tutti i professionisti del settore e attirare gli amanti di un’espressione artistica sempre differente”.

Ed è stata proprio la sinergia fra le diverse realtà differenti, unite ai vari espositori legati al nuovo e sempre crescente mercato della Cannabis Light, a mettere tanti modelli a confronto: un villaggio globale dell’arte dove chiunque ha potuto prenotare la propria seduta, chiedere suggerimenti e consigli sull’opera più adatta al proprio corpo e alla propria personalità.

Tutto ciò parte dalla necessità di comprendere e conoscere l’arte del tatuaggio e la sua storia, così da ritrovare l’affinità tra l’opera e chi la porta addosso.

A fare da cornice e non solo i diversi eventi collaterali: dalle performance di fotografia curate da Vintage Style di Vincenzo Sciascia, alla Dance Hall Queen di Gifaya e le Bolo Dolls; dal burlesque di MadCat fino alla musica di cui sono stati protagonisti i vari Dj Set e il desert stoner dei Deep Vally Blues.

La storia del tattoo e la sua diffusione passa anche dal cinema: dunque spazio a film e documentari come “le Carceri Russe” che punta a indagare e rivelare le origini criminali del fenomeno, per proseguire poi con il film “Educazione Siberiana” e “Horitoshi – L’arte del tatuaggio tradizionale giapponese” incentrato sulla natura e le origini del tatuaggio, nel momento in cui esso si trasforma, da segno distintivo delle bande criminali, a espressione popolare delle nuove tendenze.

Photo courtesy by Cristina Pullano

 

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