Arte di antonello migliaccio

Maurits Cornelis Escher (1898-1972), fine incisore del secolo scorso, stimato  da scienziati, per il suo peculiare approccio alla visione e ai suoi paradossi, adottato da fumetti, pubblicità e cinema ( a proposito si veda il generoso e visionario omaggio alla sua “casa di scale” nella pluripremiata saga di Harry Potter quando si trattava di scenografare le scale magiche che portavano alle case della scuola di magia di Hogwarts, ma gli omaggi alla sua immaginazione non finiscono certamente qui, implicando anche i Pink Floyd per la cover di “On the run“)  finito anche sulle passerelle di case di moda internazionali. Un approccio sensista e dotato delle suggestioni scientifiche del primo novecento, ricordandoci che all’epoca si scoprivano capisaldi dell’interpretazione della realtà, come la teoria della relatività einsteniana e il principio di indeterminazione di Heisenberg, Escher, tra le altre cose, fu attratto,più di ogni altra cosa, dal fascino mitico e leggendario del paesaggio calabrese.  Escher era solito riunirsi con Giuseppe Haas Triverio, un imbianchino dedicatosi  all’arte, e con il pittore svizzero Robert Schiess per viaggiare in Abruzzo, in Campania, in Sicilia, Corsica e Malta. Compimento di questo viaggio fu la tappa in Calabria: Escher, insieme alla comitiva, si fermò infatti a Pentedattilo, e, in seguito, a Melito di Porto Salvo, tra le altre tappe. Affascinato dal ruspante e primigenio territorio, si nutrì dei paesaggi calabresi, dei paesi arroccati sui pendii che affacciavano sullo Jonio e potè germogliare la passione incisoria del paesaggio. Sono molte, infatti, le lastre grafiche escheriane che riproducono i tratti dei paesaggi italiani e delle zone costiere del Mediterraneo: un’attenzione particolare viene espressamente riservata soprattutto ai borghi montani della Calabria e della Sicilia, i cui centri abitati si fondono armoniosamente con il paesaggio circostante. Capolavori di questa fase artistica escheriana sono i disegni raffiguranti i monti antropomorfi di Pentedattilo e, soprattutto, la litografia Castrovalva, dove troviamo effigiate alcune case che si aggrappano a una stretta cresta appenninica che affronta un precipizio. In mostra al Complesso Monumentale del San Giovanni di Catanzaro, dal 20 novembre 2018  al  20 gennaio 2019, Escher- la Calabria e il mito fa risaltare, tra opere anche inedite e omaggi alla nostra regione, la bellezza dei piccoli borghi calabresi come fonte ispiratrice di una produzione che si muove tra arte e scienza, frutto di studi geometrici originali e precursori di una certa visione della realtà.

Borghi arroccati e vallate, paesaggi naturali impervi e orgogliosi come Morano, Pentedattilo, Rocca Imperiale, Scilla, Tropea, Santa Severina e Rossano hanno dato a Escher possibilità di intersecare la sua visione scientifica e la sua immaginazione artistica. Come a dire che la realtà influenza la fantasia. Curata da Federico Giudiceandrea e Domenico Piraina, la mostra presenta uno spaccato inedito dell’artista che ha voluto giocare con i paradossi della visione e le suggestioni dell’immaginazione. Imperdibile.

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