Satira di vincenzo merante

Erba di casa altrui. Ah, caro Robin Hood, pensavi di farla franca, vero? Come quei bimbi capricciosi volevi una foresta tutta per te? La Contea di Nottinghamshire pensavi fosse la sola, unica, inimitabile, area boschiva destinata ad alimentare il tuo mito? Eh no, Robin, saprai anche rubare ai ricchi per dare ai poveri, ma non avrai mai l’esclusiva forestale.

Erba di casa nostra. La Sherwood dei nostri tempi è qui, nella Contea di Catanzamshire: una foresta unica, dal mare alla montagna, che non conosce potature. Alberi infiniti, piante divenute piovre, erbacce con piccoli giacimenti di cemento che gli autoctoni chiamano “marciapiedi”. Ah, caro Sergin Abramhood, c’è ancora molto da lavorare per far scappare quelle quattro persone che son rimaste, ma siamo certi che in questo momento starai riflettendo nel leggendario Major Oak (la quercia che ospitava anche il tuo collega Robin) per trovare la soluzione.

Erba di casa mia. Gentili cittadini di Catanzamshire, non basta sventolare la bandiera del lamento per essere esenti da colpe. Vero: in molti spazi cittadini anche Tarzan farebbe fatica a districarsi. Vero: in alcune strutture il cemento si confonde con le distese di erba. Vero: c’è talmente tanta sporcizia che anche Mastro Lindo dovrebbe rinunciare alle ferie per igienizzare tutto. Ma voi, dico a voi! Quando comincerete almeno a pretendere una foresta (volevo dire “città”) più pulita?

photo courtesy bu Alfredo Pino

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