Copertina di fausto bisantis

15 anni di attività: un percorso nato da un sogno che si è fatto strada, stagione dopo stagione. E’ Magna Graecia Film Festival, la kermesse cinematografica e che arrivata alla sua quindicesima edizione, si prepara a portare le opere prime e seconde alla scoperta di un panorama nuovo e sempre più attento: La Calabria. Ne parliamo con il Direttore artistico e ideatore Gianvito Casadonte.

La mia indole mi spinge sempre a sognare in grande. Non nascondo però le comprensibili difficoltà che io e il mio staff abbiamo dovuto superare per organizzare una Festival cresciuto in maniera esponenziale anno dopo anno. Alla fine, tuttavia, la visione che avevo in testa ha preso forma e devo dire che, malgrado i riscontri siano stati molto confortanti, non sono rimasto sorpreso di quanto avvenuto nel corso del tempo. Il lavoro paga sempre. Sembrerà persino banale, ma è così.

Ogni edizione ha avuto il volto e l’aura in un certo modo di un grande protagonista del cinema italiano. Questo è l’anno di Vittorio De Sica. Cos’ha in comune il festival con il grande regista e portavoce del neorealismo?

La voglia di dare forma a un progetto. Il maestro De Sica voleva raccontare, e lo ha fatto mirabilmente, un’Italia alle prese con una complicatissima risalita dopo la devastazione della guerra, noi – facendo i debiti paragoni – ci siamo prefissati il compito di portare il cinema italiano e internazionale nel nostro splendido angolo di Calabria. Ed è stato anche questo un obiettivo centrato, che però funge da stimolo per quanto intendiamo ancora fare. Un punto di partenza, insomma, non certo uno di arrivo per continuare a crescere e a migliorarci.

Un percorso che si è fatto strada, conquistandosi un posto di rilievo nel panorama italiano, ma anche in quello internazionale

Assolutamente! E ne sono testimonianza i grandi protagonisti del cinema americano, che hanno solcato il nostro parterre; Da Mira e Paul Sorvino a Matt Dillon; da Tim Roth al grande Oliver Stone.

Sono state molte le star del firmamento hollywoodiano che ci hanno onorato della loro presenza e, sebbene nella luminosa carriera fatta avessero già ottenuto premi e riconoscimenti a livello internazionale, si sono lasciati contagiare dal clima del Magna Graecia, partecipando persino a eventi popolari come la Festa della Madonna di Porto Salvo. È successo, non molte edizioni fa, con Mira e Paul Sorvino che hanno rispolverato ‘un’anima italiana’, derivante dalle origini, calandosi nell’atmosfera di una ricorrenza particolarmente sentita dai catanzaresi e non solo.

Una delle cose più innovative del Mgff è il fatto di aver riunito in un solo contenitore le opere prime e seconde, aprendo in tal modo, le porte anche a registi e attori giovani o esordienti.

Era proprio una delle nostre mission. E devo dire che l’abbiamo centrata. In pieno. Il nostro Magna Graecia significa anche un’opera di esaltazione di tutto ciò che è made in Calabria, a partire come ovvio dai grandi talenti che abbiamo in casa.

Il format è quello classico, seppur in questa edizione 2018 non mancheranno diverse novità. Il Festival si dipanerà comunque dal 28 luglio al 4 agosto. La location principale sarà il Porto di Lido, ma con eventi in programma al Comunale, al San Giovanni, al Marca e così via.

Chi è il vero protagonista sociale e culturale? Intendendo in senso lato anche la mobilità e la facilità per il pubblico di raggiungere i luoghi adibiti al Festival.

Non vi è dubbio che una sede come l’area del porto di Lido in uno splendido scenario naturale costituisca un valore aggiunto, ma l’Mgff è prima di tutto un fenomeno apprezzabile sotto il profilo socioeconomico con un forte impatto sul territorio.

Ci saranno come al solito tantissimi appuntamenti satellite nell’ambito del Festival, a cui però noi annettiamo grande importanza. Da sempre. Mi riferisco alla presentazione di libri e produzioni di docufilm – o elaborati simili – ma anche momenti dedicati alle prelibatezze enogastronomiche della meravigliosa terra di Calabria. Spazio, però, anche all’arte e alle eccezionali creazioni di alcuni maestri di casa nostra che hanno saputo imporsi all’attenzione nazionale ed estera.

Un bel salto. Va bene la vision e la capacità di essere lungimiranti, ma una previsione di 15 anni sarebbe da parte mia forse un’eccessiva fuga in avanti. Speriamo soltanto di continuare a migliorarci negli anni a venire.

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