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E’ una novità assoluta sul panorama nazionale e internazionale, una sfida culturale che supera i confini dell’usuale e si espande oltre i limiti del concetto di museo. E’ quanto accade sulla spiaggia di Montauro, comune della costa ionica catanzarese, una delle spiagge assolutamente più belle d’Italia. E se da un lato non è possibile racchiudere in un museo le meraviglie naturali del luogo, dall’altro è invece possibile creare un museo all’interno di un simile paesaggio.

E’ l’intuizione avuta da una struttura balneare situata nell’incantevole Costa dei Saraceni, il Dadada Beach Village, che avrà l’onore e l’onere di realizzare il primo museo su una spiaggia. Il “DadadaMuseum” sarà il nuovo scenario estivo dell’arte contemporanea, calata nel contesto di una cornice inimitabile; un luogo d’arte libero e accessibile a tutti, privo di barriere architettoniche e sociali, e, cosa di non poco conto, assolutamente gratuito.

L’idea di superare la stagionalità della fruizione dei suoi spazi attraverso l’esposizione di una raccolta permanente di opere tematiche, provenienti dalla pittura, dalla scultura ed installazioni di varie dimensioni, alimenta il fascino e la cultura dell’arte in un perfetto connubio con l’ambiente circostante e nel profondo rispetto dell’ecologia e della biodiversità territoriale.

“DadadaMuseum” contiene nel suo nome la filosofia ricercata dagli ideatori, ispirata da una percezione assolutamente alternativa dell’uomo e della sua esistenza. Il dadaismo, nato come pensiero generato dalla ricerca di un rimedio all’insofferenza generale e all’imbruttimento dell’essere umano, torna a essere un mezzo irriverente per conquistare la libertà attraverso l’arte.

Il dadaismo sfiora la dimensione spirituale dell’arte stessa, utilizzando le opere per stimolare dal gesto, una provocazione e la susseguente reazione di chi osserva.Niente conformismi, nessun vincolo tradizionalista, ma assoluta libera espressione dell’essere umano.

Oltre a rappresentare una sfida culturale irriverente, come richiede il linguaggio dadaista, il museo punta a sensibilizzare residenti e istituzioni a calarsi in una nuova dimensione ecologista, definita 4.0, perché realizzato con materiali naturali e compatibili al contesto territoriale in cui nasce.

D’altronde, è risaputo, come il più grande limite dei calabresi sia stato troppo spesso quello di speculare sul territorio, tutelando interessi specifici, anche in barba al rispetto dell’ambiente. Tutto questo ha generato ricchezza di pochi e povertà di molti. Fortunatamente al “DadadaMuseum” la cultura è gratis, il paesaggio è per tutti e la tutela ambientale è al primo posto.

Da Montauro dunque, si sperimenta un mix tra cultura e natura mai azzardato prima, lanciando una vera e propria rivoluzione culturale, nata nel grembo di un luogo dove troppo pochi sono stati fino ad ora i rivoluzionari.

Il primo artista a inaugurare il DadadaMuseum, sarà Mario Loprete; artista catanzarese, la cui eccellenza ha travalicato anche i confini nazionali. Le sue opere in cemento, denominate “concrete scuptures”, rappresentano un approccio irriverente all’ambiente marittimo; in pieno stile dadaista. Attraverso questa riqualificazione della materia, sarà possibile impostare una visione nuova sull’uso del cemento stesso, tale da trasformare lo stesso in un “amico” del territorio.

Cemento e mare, come Yin e Yang, ritrovano qui la loro antica armonia; e l’arte ne è maieutica.

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