Tag Copertina di antonello migliaccio

Abbiamo assistito, nel corso degli ultimi anni, ad una specie di “Rinascimento” culturale nel centro storico della città, nonostante il perdurante spopolamento e la scarsa attitudine di amministrazioni e cittadini a rinverdire e infoltire le diverse proposte culturali che tentano di farsi strada da sole, autofinanziandosi e affrontando coraggiose sfide. Tra queste, la rinascita di uno storico cinema che ci ha accompagnato sin dagli anni sessanta: il Cinema Teatro Comunale, oggi di nuovo protagonista grazie a Francesco Passafaro e ai suoi sforzi per rilanciare e potenziare la proposta culturale di una città che sembra sempre stentare a fruirne. La copertina di questo mese è dedicata a lui, alla sua tenacia e alla volontà di andare avanti, anche controcorrente e anche con le sole – proprie – forze. Lo abbiamo incontrato e abbiamo fatto una chiacchierata, condensata nell’intervista che segue.

Il bilancio è decisamente positivo: non solo perché è evidente che la risposta del pubblico è stata a dir poco entusiasmante, ma anche perché noi del Comunale sappiamo di essere appena all’inizio. Sia a livello strutturale che di impianti audio e luci, le poltrone, gli arredi. Sappiamo di poter crescere ancora e di poter venire incontro ancora meglio alle esigenze del pubblico, con il quale abbiamo sempre avuto un bellissimo rapporto di stima e di vicendevole necessità; oggi ci rendiamo conto di aver offerto al pubblico un posto dove sembra quasi che si possano realizzare i sogni, gli si possa dare forma.  Mi piace, ad esempio,  il ricordo delle domeniche mattina che, personalmente, non ho vissuto ma che tutte le persone che incontro mi descrivono con occhi lucidi e grande nostalgia. In fondo è questo il motivo per cui il Comunale è cosi amato dal pubblico: è il luogo in cui molti di noi hanno dato il primo bacio, in cui abbiamo visto un film che ci ha fatto sognare, qualcuno (Gianni Amelio) ha detto addirittura che il Comunale porta bene, e noi speriamo che sia cosi davvero.

Quando ancora stavamo immaginando cosa avremmo potuto fare al Comunale, l’idea è stata subito quella di metterlo a disposizione di tutti i gruppi della nostra regione e non solo: non è il mio teatro, non è nemmeno il Teatro Incanto, infatti nell’arredarlo abbiamo evitato di mettere qualsiasi foto o manifesto che sia esclusivamente della nostra compagnia. E’ il teatro della città, dedicato a tutte le compagnie teatrali, ai gruppi di danza, di musica, ai produttori di film indipendenti che magari non hanno i giusti numeri per riempire il Politeama, il teatro più bello della Calabria, ma hanno bisogno comunque di un teatro dove poter accogliere il proprio pubblico.

E, veramente, abbiamo accolto tutti cercando di farli sentire a casa propria: il teatro popolare con la Uilt, Piero Procopio e la sua rassegna, Nuova Scena, i MoveinArt, la danza, la musica e, naturalmente, Oscenica, la rassegna più interessante e innovativa che il Comunale abbia accolto. Grazie ai ragazzi di Oscenica abbiamo visto un tipo di teatro che difficilmente si vede dalle nostre parti e abbiamo potuto coinvolgere un pubblico davvero eterogeneo, fatto di ragazzi, adulti e persone un pò più avanti negli anni. Un’emozione pazzesca. La rete che abbiamo creato si mantiene da sola, grazie alla collaborazione con tutte le compagnie che realizzano i loro spettacoli al Comunale. Nessuno ha dimostrato rivalità, nessuno si è messo in competizione con l’altro: c’è stato un continuo e crescente confronto, sia tra noi e le compagnie, sia tra le compagnie stesse, come nel caso del Gran galà della danza, durante il quale abbiamo avuto oltre 200 ballerini in scena sul palco del Comunale. E può anche capitare che ti chiami Gianni Amelio per presentare il suo film ( che poi vincerà il David di Donatello), Enrico Lo Verso per realizzare il suo spettacolo, oppure di realizzare un seminario con Ninni Bruschetta, seminario che avverrà tra il 31 maggio e il 3 giugno.

 

E’ esattamente come dici tu, il cinema è sempre stato valorizzato anche nella precedente gestione, che faceva capo direttamente alla famiglia Proto. Franco Proto teneva tantissimo al proprio Cinema e lui vive ancora nel ricordi di  moltissimi spettatori che erano affascinati dalla sua gentilezza e dal suo amore per questa arte. Ha resistito moltissimo nonostante l’incredibile crisi che il cinema sta attraversando dappertutto e in particolare per i cinema monosala. Noi abbiamo puntato a creare una struttura con altre possibilità oltre al cinema, che coinvolgesse le varie attività artistiche e culturali di cui Catanzaro è ricca.Eppure siamo convinti che il cinema possa dare ancora tantissimo al pubblico. Ecco perché, insieme a Stefano ( Stefano Perricelli socio di Francesco e fondatore, insieme a lui, della compagnia Teatro Incanto, con la quale hanno insieme deciso di prendere in gestione il Comunale, n.d.r.) abbiamo deciso di cambiare completamente il sistema audio del cinema e di cambiare tutte le poltrone. Per quanto riguarda il teatro, negli anni scorsi non si poteva fare in quanto mancava un permesso fondamentale per la sicurezza degli spettatori. Cinema e teatro, infatti, hanno leggi diverse. A vedere ora il percorso che abbiamo compiuto, possiamo parlare di un periodo davvero esaltante tra progetti, disegni tecnici e la vera e propria realizzazione di tutto ciò che serviva per accogliere attori e spettatori. Qualcosa di totalmente nuovo per noi. Chiaramente il pubblico non vede nulla di tutto ciò, ma per noi è fondamentale sapere di aver realizzato la miglire soluzione possibile per il nostro Comunale. E quando dico nostro, intendo di tutta la città di Catanzaro.  Ora vorrei fare un piccolo “tour” con i miei tecnici, presso i piccoli e grandi teatri italiani per studiare le migliori soluzioni di scenotecnica, che spesso sono le più semplici ma anche le più affascinanti.

 

Sono certo che questa frase “fare rete” sia l’emblema del rinnovamento che il centro storico di Catanzaro deve affrontare al più presto. Costruire una vera rete tra commercianti, operatori culturali, clienti e spettatori potrebbe essere davvero la svolta per risvegliare un centro storico solo apparentemente dormiente. Alcuni commercianti si sono dimostrati entusiasti e ci hanno sostenuto nella nostra iniziativa, sapendo che un teatro e un cinema al centro della città possono essere un volano inestimabile. Ecco perché il Comunale non poteva che definirsi “Il Centro del centro storico”! Io ho visto Corso Mazzini  pieno di gente in diverse occasioni e la gente felice di poter riappropriarsi di questa parte della città. Sono state centinaia le iniziative rappresentate nel centro storico nel 2017 e ci piace pensare di aver contribuito ad accendere una scintilla, con la nuova gestione del Comunale, con  il nostro lavoro e con la nostra dedizione. Per quanto riguarda amministrazione e istituzioni, ho scelto di non lamentarmi: è chiaro che sarebbe più semplice se tutto funzionasse perfettamente, ma siamo in Calabria e sappiamo che ci sono davvero tante emergenze e tante difficoltà. La sfida è che anche in questo caso siamo certi di essere alla prima tappa di un lungo percorso di condivisione, di coinvolgimento e di collaborazione. Non è facile, non lo sarà mai, ma se così non fosse non ci sarebbe lo stesso divertimento!

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