Tag Satira di vincenzo merante

Guà, u pagavi 35 euru subba internet, al negozio nda volianu 50. Mi futtu e iddhi“. Variano le cifre ma il ritornello è sempre quello: sul web conviene, il negozio è più caro, u sula ammuscia i ficu e il vento rompe le…lastre. Sì, dialetto e risparmio vanno a braccetto. È un po’ come la teoria delle pale eoliche: guadagno oggi (risparmio, nel caso dell’e-commerce) per distruggere domani. Il territorio come la dignità, il paesaggio come l’amor proprio, il futuro come il lavoro. Precario e mazziato. Ridiamo dei cinesi e dei loro turni lavorativi no-stop 7 giorni su 7, ma stiamo facendo anche noi gli occhi a mandorla e soprattutto il culo a mandolino, non in termini estetici e chirurgici ma nel concreto. Sempre meno diritti, sempre più incertezza.

Crescita delle diseguaglianze e conseguente arricchimento dei Paperoni, uomini come Jeff Bezos (patron di Amazon) – al momento il più ricco al mondo – con un patrimonio di 75,6 miliardi di dollari, roba che se gli cadessero le monetine dalla tasca cancelleremmo in un attimo il debito dei paesi del terzo mondo. Con buona pace per Bono Vox e i suoi amici per l’Africa, tutte persone che puntualmente faticano ad arrivare a fine mese.

La verità è che questi colossi del web stanno mettendo in crisi l’economia reale, approfittano delle falle giuridiche per eludere le tasse, sfruttano i lavoratori con turni allucinanti (che anche un sindacato cinese invocherebbe uno sciopero generale) e con stipendi da fame.

Poi, ogni tanto, se ne escono con idee “geniali”, come quella del braccialetto elettronico. Per chi sta pensando ai Pandora, Stroili, Swarovski e altre marche, siete fuori argomento. Idem per chi già si sta commuovendo pensando ai ragazzi coi “braccialetti rossi”. Quello pensato da Bezos e soci monitora, in ogni momento, la posizione delle mani del lavoratore e le guida, vibrando se non è corretta.  Questi Kapò sorridenti, ricchi e brillanti se ne inventano ogni giorno; presto arriveranno alla bacchetta in legno per richiamare gli operai erranti, o magari alle frustate a distanza.  Come potrebbe funzionare? Senti il dolore, ti lascia il segno ma tu non vedi in faccia chi ti frusta.

Il motivo è semplice: dovremmo trovarci noi stessi, noi che alimentiamo questo sistema, che lo accettiamo con un silenzio complice, pur di risparmiare (o almeno, credendo di farlo) qualche euro.  Dove ci stia portando questa concentrazione della ricchezza in pochissime mani, è sotto gli occhi di tutti. I colossi – virtuali e non – ingrassano e le nostre tasche si svuotano. 30-40-50 anni fa, si sarebbe fatta la rivoluzione; ora stiamo buoni buoni col nostro cellulare in mano e soprattutto “ccù culu ruttu e senza cerasi“.

Ti amo dialetto!

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