Tag Copertina di fausto bisantis

Il nuovo anno a Catanzaro si veste di colori metafisici, nei quali carpire bellezza, curiosità, ingegno e volontà di guardare avanti, oltre la prospettiva di una rassegnazione genetica, che per troppi anni ha accompagnato l’identità culturale di una città del sud del XX° secolo.

Nelle antiche filosofie, questi elementi trasmisero un sistema di pensiero che mirava ad analizzare l’arte attraverso la scienza e la disciplina: il termine era alchimia.

La crescita riguarda lo sviluppo spirituale, tale da associare la scienza del mistero con la magia.

La “Magica Alchimia”, come recita il titolo dato alla nuova stagione teatrale del Teatro Politeama, deriva anche dal fatto di esser riusciti a realizzare un altro piccolo miracolo: prendere il tempo necessario per realizzare un cartellone che rispecchiasse, ancora una volta, la sua identità, la varietà di linguaggi, lo stile e la grande ricerca di nuove soluzioni atte a favorire il coinvolgimento e la partecipazione, senza distinzioni sociali o generazionali.

Nondimeno il difficile compito di confrontarsi con l’eredità culturale e spirituale di Mario Foglietti a un anno dalla sua scomparsa, avrebbe reso più delicato il passaggio iniziale verso nuove alchimie.

Inizia così la nuova stagione “post Mario”: una targa commemorativa fa sì che il teatro porti con sé il nome di chi dall’inizio decise di osare, sfruttando la lunga esperienza giornalistica, televisiva e cinematografica, portando il cuore della musica e del teatro italiano e internazionale nel capoluogo, regalandoci da sedici anni una stagione teatrale ricca e continuativa.

A lui va il nostro commosso pensiero e il giorno che avverrà l’intitolazione saremo tristi, ma siamo di contro contenti per aver trovato l’entusiasmo, le idee di un vulcano in eruzione”.

Così diceva il direttore Costa, durante la conferenza stampa di presentazione, parlando dell’uomo scelto a condurre la nave verso nuovi lidi: Gianvito Casadonte.

E di nuovo ritorna la magica alchimia, poiché quello che si è riuscito a fare, in poco tempo e poche risorse, forse non ha eguali nel sistema teatrale italiano.

Ho trovato una squadra formidabile accanto a me – dice Casadonte –  e questo ci ha permesso di lavorare con sinergia, ma soprattutto mostrando la tenacia e la forza di cui siamo capaci ”.

Una sinergia che ha permesso di aprire la stagione in grande, con il concerto della Berliner Symphoniker, diretta dal maestro Antonio Puccio e il Natale con la magia del Gospel, intrisa di R’n’B e soul dei “The Harlem Voice”, protagonisti nel 2009 del ballo inaugurale della presidenza Obama alla Casa Bianca.

Da gennaio la programmazione si mostrerà per la sua natura multiforme, dove i linguaggi dell’arte emanano soffi di novità ed emozioni che scrivono di nuovo le grandi pagine di storia della musica e del teatro.

Si va dalla pièce di Arthur Miller, “Uno sguardo dal ponte”, interpretato da un poetico Sebastiano Somma, alla commedia shakespeariana del “Sogno di una notte di mezza estate”, per la regia di un grande artista di origini calabresi come Massimiliano Bruno.

La scelta di attraversare tanti generi porta con sé anche l’intenzione di avvicinare molto i giovani al teatro verso un genere che continua a coinvolgere tutti: il musical.

In cartellone, di musical, ne compaiono addirittura quattro: La febbre del sabato sera, Elvis: The Musical, Jersey Boys e Le Bal.

Proprio La febbre del Sabato sera, di Claudio Insegno, fortemente voluto da Casadonte,  è stato anche il banco di prova con il quale la nuova gestione ha dimostrato la sua capacità di gestire tutte le dinamiche organizzative, che spesso vedono le produzioni imporre quasi tutte le condizioni d’ingaggio: “ci volevano imporre tre date, ma noi siamo riusciti a farne una secca, ha sottolineato il nuovo sovraintendente. Non abbiamo gli anelli al naso e chiediamo lo stesso rispetto degli altri perché paghiamo come gli altri”.

Un teatro d’opera all’italiana che si rispetti non può esimersi dal proporre l’opera e, dunque, il finale di stagione sarà all’insegna della grande lirica, con L’Otello, con la presenza di  Filippo Arlia, giovane talento calabrese, chiamato a dirigere l’Orchestra filarmonica della Calabria.

Con queste credenziali, il Politeama  si prepara a diventare un luogo di promozione e distribuzione a livello nazionale, nonostante spesso tale rilevanza non sia stata ben recepita da tutti i soggetti istituzionali della Regione.

La polemica in questo caso è rivolta alla Regione e all’Università, grandi assenti, secondo il direttore Aldo Costa e il sindaco Sergio Abramo, sia dal punto di vista della partecipazione, sia dal punto di vista amministrativo e questo nonostante la versatilità dei costi: “Fate un raffronto tra il costo dei nostri biglietti e quelli praticati negli altri teatro e vi renderete conto che offriamo grandi opportunità al nostro pubblico”.

E allora, che lo spettacolo continui; con attività collaterali, master di recitazione e diversi eventi finanziati da sponsor privati nell’ambito di eventi concepiti per esaltare il ruolo degli imprenditori coinvolti nei medesimi spettacoli.

La lirica, la danza, i musical e la prosa senza contributi pubblici, ai tempi della spending review e dove sistematicamente i fondi alla cultura e al sociale rappresentano la preda preferita dalle forbici dell’economia transnazionale, è un autentico miracolo, o per meglio dire; una magia. L’augurio è che si continui a vivere del teatro nelle nostre città; solo così sarà possibile essere i protagonisti di questa “Magica Alchimia”.

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